Piano nazionale Impresa 4.0: i risultati del 2017 e le linee guida per il 2018

I Ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan, Giuliano Poletti e Valeria Fedeli, hanno presentato i risultati del 2017 e le linee guida per il 2018 del Piano Nazionale Impresa 4.0.

La presentazione è stata preceduta dalla riunione della Cabina di Regia a cui prendono parte le istituzioni nazionali e locali, le associazioni di categoria, i sindacati e il mondo accademico.

"Da gennaio a giugno, questo è un dato Istat che uscirà tra qualche giorno, c'è un andamento di ordinativi interni del +9%, in linea con l'obiettivo che era molto sfidante". Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, mentre, secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, "abbiamo quasi recuperato la distanza dalla crisi ma dobbiamo recuperare la distanza dal mondo pre-crisi. Bisogna fare molti più passi avanti, non c'è da sentirsi soddisfatti". Calenda ha poi aggiunto che, a fronte dei risultati riscontrati sui principali indicatori manifatturieri, nel 2018 verranno "rifinanziate le principali misure previste nel primo anno, rivedendo le aliquote e i perimetri degli incentivi, compatibilmente con le risorse di finanza pubblica disponibili".

"Il primo degli investimenti che vogliamo fare è quello nel sapere e nella conoscenza, questa è una leva essenziale del futuro". Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, concludendo il convegno su 'Piano nazionale
Impresa 4.0'. Poletti ha elogiato prima di tutto il metodo, ossia la scelta di aver messo in campo un "grande sforzo per costruire un disegno insieme". Sul tema del lavoro che cambia "la questione - ha detto il ministro - non è essere scioccamente entusiasti o preoccupati: la sfida va accettata". Poletti ha ricordato quindi che "il Ministero del Lavoro insieme al Miur e al Mise ha attivato una sede di confronto sul lavoro che cambia: avremmo potuto fare una commissione e un libro bianco, ma per noi è importante la partecipazione attiva e responsabile di tutto il corpo sociale per costruire un rapporto di fiducia più forte".

Rispetto alle azioni il governo punta, per chi studia, sull'apprendistato duale che "deve avere forte valenza, è molto importante che sia compreso nelle forme della formazione: passeremo dalla sperimentazione alla stabilizzazione del
percorso". Quindi continuazione del progetto 'Garanzia giovani' e poi il grande capitolo della formazione dei lavoratori: "Siamo sotto la media europea - osserva - bisogna far crescere la convinzione che il diritto alla formazione vale per tutti i lavoratori e che non si risolve con l'intervento pubblico: la contrattazione deve convenire su questo obbiettivo, come è avvenuto con il contratto dei metalmeccanici".

Negli ultimi due anni sono stati investiti 12,6 miliardi in innovazione per colmare il gap digitale. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. "Il divario delle digitalizzazione è uno dei gap più importanti da colmare e che pone il tema dei contenuti che vanno nel digitale. In due anni sono stati spesi 12,6 miliardi". Numeri "non ancora sufficienti" ma che vanno verso un "raccordo più diretto tra la scuola e la formazione, con il coinvolgimento delle imprese, nell'ottica delle imprese 4.0".

Industria 4.0 diventa Impresa 4.0

Il piano nazionale Industria 4.0 entra nella seconda fase e cambia nome in Impresa 4.0. Ecco i principali obiettivi per i quattro pilastri che lo compongono: investimenti innovativi, strumenti pubblici di supporto, piano banda ultralarga, competenze. E poi: dall'iper ammortamento e super ammortamento al credito di imposta per Ricerca e Sviluppo e il Patent Box, dai contratti di sviluppo alla formazione 4.0: tutte le misure varate e i risultati raggiunti.

INVESTIMENTI INNOVATIVI

Investimenti privati da 80 a 90 miliardi nel biennio 2017-2018

In attesa dei dati consolidati, si sta misurando l'efficacia dell'Iper e Super ammortamento e della Nuova Sabatini attraverso l'indicatore degli ordinativi: gli ordinativi interni di beni 4.0 sono cresciuti del 9% nel primo semestre
del 2017 su base annua (con picchi del +11,6% per macchinari) e le attese a breve sugli ordinativi delle imprese manifatturiere sono ai massimi livelli dal 2010.

Aumentare di 11,3 mld spesa privata in Ricerca e Sviluppo

In attesa della chiusura dei bilanci delle aziende, l'andamento della spesa in Ricerca e Sviluppo è stato monitorato attraverso una ampia indagine campionaria: grazie al credito di imposta per Ricerca e Sviluppo e al Patent Box, su 68mila imprese intervistate, 24mila hanno dichiarato di voler spendere in Ricerca e sviluppo nel 2017. Di queste, 11.300 aumentano la spesa del 10-15% rispetto allo scorso anno e 4.500 imprese non spendevano in Ricerca e Sviluppo nel 2016.

Più investimenti privati in early stage delle nuove imprese

Nel 2015 il volume totale degli investimenti in early stage era pari a circa 130 milioni (contro i 780 milioni di Germania e i 534 milioni di Spagna). Il Governo si è posto l'obiettivo di portarlo a circa 1 miliardo nel 2020 grazie a misure
differenziate per le nuove imprese. Al I semestre 2017 gli investimenti in early stage sono cresciuti di appena il 2% rispetto al 2016. E' una crescita positiva ma sotto le attese: per questo si procederà a definanziare le misure che non hanno funzionato e, allo stesso tempo, verrà sviluppata una nuova misura per le startup innovative. In questo contesto è stato inoltre recentemente autorizzato dalla Commissione europea il potenziamento incentivi su investimenti in equity di startup innovative.

STRUMENTI PUBBLICI DI SUPPORTO

Più credito con riforma e finanziamento del Fondo di Garanzia

Da gennaio ad agosto 2017 il totale finanziato dal Fondo di Garanzia è cresciuto dell'8,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 (10,5 miliardi di nuovi finanziamenti bancari) e il totale garantito è cresciuto del 10,7% (7,4 miliardi di
garanzie pubbliche).

Incrementare i contratti di sviluppo

Da settembre 2011 a settembre 2017 i contratti di sviluppo finanziati sono 102, di cui la grande prevalenza al Sud (88 contro i 14 al Centro-Nord); gli investimenti previsti sono pari a 3,6 miliardi di euro; le agevolazioni concesse sono pari a 1,9 miliardi (di cui 1,7 miliardi al Sud e 200 milioni al Centro Nord); l'occupazione salvaguardata e/o creata supera i 53mila addetti.

Rafforzare Piano Made in Italy per le catene digitali di vendita

Da gennaio a luglio 2017 l'avanzo commerciale italiano è stato di 25,6 miliardi di euro e l'export è cresciuto del +7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

INFRASTRUTTURE DIGITALI

Obiettivo, 100% aziende connesse a 30Mbps e il 50% a 100Mbps

In seguito alla revisione dei piani privati di investimento delle Telco, il Piano Banda Ultralarga ha previsto uno stanziamento di 3,5 miliardi di euro per infra entro il 2020 l'85% dei civici nazionali avrà copertura a 100Mbps e il 15% a
30 Mbps.

COMPETENZE E LAVORO

Formare 200.000 universitari e 3.000 manager su temi 4.0

E' stato lanciato il "Piano Nazionale Scuola Digitale" per la formazione di 150mila persone sui temi del digitale e la creazione di 8.400 animatori digitali coinvolgendo più di 1,3 milioni di studenti e oltre 4.000 istituti. E' stato avviato il
programma Alternanza Scuola/Lavoro che ha coinvolto 90mila studenti su tematiche Industria 4.0 e previsto il potenziamento degli Its a partire dall'anno 2018/2019 con l'obiettivo di raddoppiare il numero degli studenti entro il 2020. Sono stati inoltre aperti i bandi per 700 dottorati nel 2017/2018 sul tema Industria 4.0 e finanziati i Cluster Tecnologici Nazionali con 1 miliardo di investimento pubblico-privato. Grazie al sistema duale dell'apprendistato, ad oggi sono stati inseriti nei percorsi formativi 21.297 giovani; oltre 10.600 assunzioni con l'apprendistato di I livello e oltre 1.100 con l'apprendistato di alta formazione e ricerca; sono stati erogati fino a 3mila euro di contributo per il tutoraggio in azienda.

Creare un ponte tra imprese e ricerca

Costituito il network nazionale Industria 4.0 con la rete degli Innovation Hub coordinati da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Cna, e la creazione dei Punti Impresa Digitale gestiti da Unioncamere. Per quanto riguarda i Competence Center si sono riscontrati ritardi nell'approvazione del DM: l'apertura del Bando è prevista entro competenze digitali e in ambito Industria 4.0.

Promuovere il lavoro 4.0

L'Italia sconta un gap di 2,5 punti percentuali rispetto alla media dell'Ue per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori ai corsi di formazione. Per incrementare la partecipazione è stata elaborata una misura volta a incentivare le imprese a pianificare ed erogare programmi di formazione in ambito Industria 4.0. Nel 2018 le imprese che effettueranno una spesa incrementale in formazione avranno accesso al cosiddetto 'credito di imposta su formazione 4.0'. Il credito di imposta si applicherà "solo alle spese relative ai costi del personale che ha sostenuto corsi di formazione con focus su almeno una tecnologia Industria 4.0 e pattuiti attraverso accordi sindacali sulle seguenti tematiche: vendita e marketing; informatica; tecniche e tecnologie di produzione".